COP27: LA BOZZA DEL DOCUMENTO FINALE CERTIFICA LA VITTORIA DELLE INDUSTRIE DEL FOSSILE

COP27: LA BOZZA DEL DOCUMENTO FINALE CERTIFICA LA VITTORIA DELLE INDUSTRIE DEL FOSSILE

Crisi climatica globale. In Egitto si avvia a conclusione la Cop27. La bozza di documento finale della Conferenza sul clima di Sharm el-Sheikh sancisce la vittoria della lobby del petrolio – certificato dal fatto che alla COP27 fossero presenti 700 lobbisti delle industrie delle fonti fossili – e, di fatto, sancisce uno stop alla transizione ecologica verso una politica energetica rinnovabile e l’azzeramento delle emissioni da CO2, non contenendo alcun dettaglio circa un fondo di finanziamento Loss & Damage per i Paesi più poveri e non esplicitando alcuna richiesta di riduzione graduale di tutti i combustibili fossili.

Marinella Correggia, giornalista de Il Manifesto e del settimanale ecologista ET Ascolta o scarica

Senza investimenti urgenti, denuncia oggi però l’Unhcr, si rischiano scenari “apocalittici”. E’ il caso del deserto del Sahel, che nel 2080 potrebbe arrivare a un riscaldamento di oltre 4 gradi. “In un tale scenario – denuncia il rapporto dell’agenzia Onu per i rifugiati – le inondazioni, la siccità e le ondate di calore devastatrici cancellerebbero l’accesso all’acqua, al nutrimento e ai mezzi di sussistenza, amplificando i rischi di conflitti e spingendo le popolazioni a fuggire ad abbandonare le loro case, con un aumento delle migrazioni”. 10 i paesi più a rischio: Burkina Faso, Cameroun, Gambia, Guinea, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Sénégal e Ciad dove già oggi i raccolti di mais, miglio e sorgo sono in calo per gli choc climatici.

Preoccupazioni espresse anche dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nel suo intervento di oggi alla Cop27 di Sharm el-Sheikh. “Siamo a un momento cruciale dei negoziati – ha detto Guterres -. La Cop27 finirà fra 24 ore, e le parti restano divise su numerose questioni rilevanti. Faccio appello alle parti di agire in tre aree critiche. Primo trovare un accordo ambizioso e credibile sui loss and damage e sul sostegno finanziario ai paesi in via di sviluppo. Secondo, mi appello a tutte le parti perché affrontino con forza l’enorme divario nelle emissioni. Il target di 1,5 gradi non significa solo tenere vivo un target, significa mantenere viva la gente. Terzo, le parti devono agire sulla questione cruciale della finanza. Il che vuol dire erogare i 100 miliardi di dollari di finanza climatica per i paesi in via di sviluppo. Le parti alla Cop27 hanno una possibilità per fare la differenza, qui e ora. Chiedo loro di agire, e di agire alla svelta”.

Fonte: RadioOndaD’Urto