Monaco di Baviera: 13 scienziati, tra cui 3 italiani, detenuti in Germania dopo una protesta nonviolenta per il clima

Monaco di Baviera: 13 scienziati, tra cui 3 italiani, detenuti in Germania dopo una protesta nonviolenta per il clima

Dopo una protesta nello showroom di auto di lusso del quartier generale della BMW a Monaco, 15 membri di Scientist Rebellion sono stati sottoposti a custodia cautelare. Tredici di loro resteranno in carcere fino a venerdì 4 novembre, mentre altri due fino a martedì 1 e mercoledì 2 novembre. Un altro scienziato, che è stato tenuto in custodia dal 28 ottobre dopo aver partecipato a un blocco stradale con Scientist Rebellion, rimarrà in prigione fino al 1° novembre.

Tra i detenuti ci sono 13 scienziati: matematici, fisici, scienziati ambientali, informatici, esperti di biotecnologia e ingegneri della protezione ambientale e delle telecomunicazioni. Gli scienziati hanno intrapreso azioni per richiedere misure di base, immediate ed efficaci per ridurre le emissioni dei trasporti e proteggere le comunità e le vite dagli effetti attuali e futuri della crisi climatica. “Come scienziato del ciclo dell’acqua, sono qui oggi perché i nostri stati ci stanno deludendo nonostante abbiano un consenso documentato a portata di mano: questa è un’emergenza ambientale, abbiamo bisogno di un cambiamento immediato”, spiega Sylvain Kuppel, ricercatore di scienze della terra e dell’ambiente e membro di Scientist Rebellion.

Gli scienziati in custodia saranno probabilmente trasferiti nella prigione di Stadelheim o in altre strutture lunedì 31 ottobre, a seconda della disponibilità di celle di custodia della polizia.

Perché gli scienziati rischiano la prigione

“Il limite di rischio concordato inizialmente a livello internazionale è un obiettivo superato. Non esiste una strategia plausibile per rimanere al di sotto di 1,5°C. Lo sappiamo perché siamo scienziati noi stessi. Continuare a dire pubblicamente che 1,5°C è un obiettivo ancora valido non è più difendibile. Eppure, politici, accademici di spicco e movimenti ambientalisti ancora pretendono che sia plausibile. In risposta, le industrie e i responsabili politici inquinanti vengono inavvertitamente incoraggiati a resistere alla rapida decarbonizzazione.” – Nathaniel Rugh, scienziato ambientale e membro di Scientist Rebellion.

Come parte della coalizione www.UniteAgainstClimateFailure.de/en, chiedono al governo tedesco di agire immediatamente per ridurre le emissioni di carbonio, sottolineando che la decarbonizzazione del settore dei trasporti è fondamentale. Chiedono un limite di velocità di 100 km/h sulle autostrade e la reintroduzione del biglietto mensile di 9 euro sui trasporti pubblici, misure immediate, efficaci e popolari che proteggono le comunità e la vita.

Scientist Rebellion e Unite Against Climate Failure chiedono anche al governo tedesco di chiedere alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale di cancellare il debito finanziario del Sud del mondo. Ciò è urgentemente necessario per facilitare una transizione sostenibile e per prevenire ulteriori devastazioni e il caos climatico.

Oltre a Scientist Rebellion, i partner della campagna di resistenza civile – in corso da metà ottobre 2022 – includono Letzte Generation, Debt for Climate, End Fossil Occupy, ed Jetzt oder Nie – Eltern gegen die Fossilindustrie. La campagna sta conducendo azioni in Germania e nel mondo da metà ottobre 2022.

Extinction Rebellion
Extinction Rebellion (XR) è un movimento internazionale “dal basso”, nonviolento, fondato in Inghilterra in risposta alla devastazione ambientale causata dalle attività umane. La sua ragione d’essere si basa sui risultati scientifici

Fonte: https://www.pressenza.com/