“TERRA DEI FUOCHI ” E SISTEMA PRODUTTIVO LOMBARDO

“TERRA DEI FUOCHI ” E SISTEMA PRODUTTIVO LOMBARDO

Traffico illecito di rifiuti pericolosi, discariche abusive, movimento terra e macerie edili, rottami e plastica sversati illegalmente in aree abbandonate; 56 depositi illegali di rifiuti andati a fuoco solo tra il 2017 e il 2019 in #Lombardia: numeri che evidenziano come il business legato alla gestione criminale dei rifiuti sia strettamente connesso al sistema produttivo lombardo e all’economia legale.

A febbraio è stato scoperchiato un traffico di materiale ferroso che coinvolge boss della ‘ndrangheta a fianco di imprenditori (tra cui la presidentessa di Donne Impresa Lombardia) con l’arresto di 9 persone per riciclaggio, frode, usura e traffico illecito di rifiuti. Parliamo del mancato smaltimento di 10.000 tonnellate di materiale, con la compiacenza di imprese del settore e la sponda di aziende cartiere che si facevano carico di produrre fatture false per un valore di 7 mln. A marzo sono state sequestrate 12 aree per illeciti ambientali legati al ciclo dei rifiuti nelle province di Brescia, Pavia e Bergamo, in alcuni casi, come a Rovato e Orzinuovi con presenza di materiali pericolosi e residui di idrocarburi

Sono solo alcune delle vicende emerse in questi mesi nelle cronache, ma specchio di un problema che non è solo legato ai fenomeni mafiosi. La “terra dei fuochi” lombarda è il risultato dell’organizzazione dell’intero ciclo dei rifiuti e del movimento terra: una delle filiere con più deroghe e meno controlli, alimentata dalla spazzatura prodotta lungo il ciclo manifatturiero e della distribuzione legale, di cui si nutre quell’area griglia della cosiddetta “borghesia criminale” a metà tra salotti buoni e criminalità organizzata.

da Off Topic