Categoria: Notizie dal mondo

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ROJAVA: SESTA CORRISPONDENZA DI RADIO ONDA D’URTO. TESTIMONIANZA E IMMAGINI DEL BOMBARDAMENTO TURCO A DERIK

Sesta corrispondenza, di domenica 27 novembre 2022, dai territori della Siria del Nord e dell’Est con inviate e inviati di Radio Onda d’Urto, presenti in Rojava, l’area dell’Amministrazione autonomia secondo i principi del confederalismo democratico che la Turchia di Erdogan ha nuovamente aggredito militarmente a partire dalla notte tra sabato 19 e domenica 20 novembre 2022. Di seguito, la corrispondenza. Ascolta

Il 26 novembre dei centri antiviolenza

In occasione di una giornata che vedrà molte donne, e qualche uomo, manifestare con “amore e rabbia” la ribellione a un dominio che continua a fare la guerra ai loro corpi, dopo aver colonizzato i loro pensieri – scrive Lea Melandri -, forse non è inutile portare l’attenzione su quel “nuovo genere di volontariato” che ha visto nascere fin dagli

ROJAVA: QUARTA CORRISPONDENZA DI RADIO ONDA D’URTO. LA TURCHIA BOMBARDA MENTRE SI ESTENDONO LA RESISTENZA E LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE

Quarta corrispondenza, giovedì 24 novembre 2022, dai territori della Siria del Nord e dell’Est con inviate e inviati di Radio Onda d’Urto, presenti in Rojava, l’area dell’Amministrazione autonomia secondo i principi del confederalismo democratico che la Turchia di Erdogan ha nuovamente aggredito militarmente a partire dalla notte tra sabato 19 e domenica 20 novembre 2022. Di seguito, la corrispondenza. Ascolta o

IRAN: IL CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI DELL’ONU AUTORIZZA INCHIESTA INTERNAZIONALE SUI CRIMINI DEL REGIME

Continua la repressione delle proteste in Iran da parte delle autorità mentre nel paese in dozzine di città negozi e mercati sono rimasti chiusi e lavoratori e lavoratrici non sono andati a lavorare nell’ennesimo sciopero di protesta, soprattutto nelle zone curde del paese. I sindacati hanno riferito di scioperi anche in diverse fabbriche e nel settore edilizio. Tra gli arresti

Il promemoria dei Rohingya nel naufragio dei diritti umani. Gridarlo non è inutile

Il 17 novembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che indica il destino del popolo Rohingya tra le priorità non rimandabili. Ma che ignora l’esistenza degli altri “carichi residui” nei diversi Paesi del mondo. La riflessione di Gianni Tognoni Sullo sfondo di una guerra sempre incerta tra essere europea o mondiale, l’Assemblea generale delle

Cop28 a Dubai: una comoda copertura per la repressione

I media e i politici occidentali difenderanno i diritti umani negli Emirati Arabi Uniti,  come non hanno invece fatto in Egitto? Fonte: English version Ddl – 18 novembre 2022 Immagine di copertina: Lo skyline di Dubai  – 20 giugno 2022 (AFP) Una delle stranezze della conferenza sul clima Cop27 è stata la scarsa copertura mediatica occidentale della brutale situazione dei

Giocano sull’orlo del baratro

L’incidente al confine tra Polonia ed Ucraina per un momento ha aperto la finestra su un coinvolgimento diretto, sul campo, della NATO nel conflitto. E ci mostra quanto sia fragile la membrana che separa il presente da una guerra militare totale. Un missile è caduto ieri sera al confine all’interno del confine polacco, paese membro della NATO, provocando la morte

IRAN: SCIOPERO GENERALE NEL 60° GIORNO DELLA RIVOLTA. IL PARLAMENTO VOTA LA CONDANNA A MORTE PER CHI MANIFESTA NELLE STRADE

Sciopero generale oggi in Iran in occasione del terzo anniversario della rivolta del novembre 2019 che coincide col 60 giorno di rivolta iniziata il 16 settembre con l’omicidio di Mahsa Amini, giovane curda di 22 anni. In tutto il paese ci sono proteste e manifestazioni. I commercianti del Grande Bazar di Teheran hanno chiuso i loro negozi e stanno manifestando per

No climate justice without human rights! Giornata d’azione per la liberazione dei prigionieri politici egiziani

Ieri attivisti e attiviste di Fridays For Future si sono mobilitati in tutta Italia per chiedere la liberazione dei prigionieri politici egiziani. Mentre la Cop27 si svolge a Sharm e i vari leader politici occidentali (sempre pronti a riempirsi la bocca con frasi altisonanti sui diritti umani, ma a quanto pare a giorni alterni) vanno ad ossequiare e stringere accordi